Omaggio a Pietro Cascella PDF

Giovanni Raboni, Notizia, da Le case della Vetra, vv. Giovanni Raboni nacque a Milano il 22 gennaio 1932, secondogenito di Giuseppe, impiegato come funzionario al Comune di Milano, e Matilde Sommariva proveniente da una famiglia portata verso il mondo artistico. Nell’ottobre del 1942, in seguito al primo bombardamento diurno su Milano, il padre condusse la famiglia a Sant’Ambrogio Olona, una frazione distante circa un chilometro da Varese, dove Omaggio a Pietro Cascella PDF frequenterà la quinta elementare.


Författare: Luca Beatrice.

A un anno dalla scomparsa, l'”Omaggio a Pietro Cascella” nella “53. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia”, introdotto da una testimonianza di Sandro Bondi, puntualizza l’attualità del suo lavoro di scultore ambientale, di autentica dimensione “pubblica”, in echi di remoto fondamento antropologico arcaico. Evocando nel trattamento materico della pietra una natura originaria – sottolinea Enrico Crispolti – Cascella ha infatti istituito, entro lo spazio urbano, luoghi plastici “per la gente”, di incontro, dialogo e memorie collettive. Luca Beatrice confronta l’opzione di orizzontalità che vi ricorre con quella che caratterizza il “Memorial to the Murdered Jews of Europe” che Peter Eisenman ha realizzato a Berlino fra 2003 e 2005. Mentre Beatrice Buscaroli ricorda le numerose altre presenze di Cascella nelle Esposizioni Intemazionali d’Arte della Biennale di Venezia (dal 1942 al 1986), e Cordelia von den Steinen rievoca attraverso brani di lettere il vissuto nel cantiere di Auschwitz. Apparati a cura di Manuela Crescentini.

Sono questi anni sereni, pur nella consapevolezza di quanto stava accadendo, e di grandi letture grazie alla passione del padre per la letteratura europea dell’Ottocento, soprattutto per la narrativa russa e francese. Continuano intanto le letture di importanti scrittori, come Hemingway, Steinbeck, Faulkner, Saroyan, che venivano pubblicati in quegli anni tradotti dall’editoria italiana. Nacque in questo periodo anche la passione per il cinema e iniziò così a frequentare con il fratello Fulvio, utilizzando le tessere omaggio della Segreteria generale del Comune, le sale cinematografiche e nel 1946 ebbe l’opportunità di partecipare al “Festival internazionale 50 anni del cinema. Nel 1950, preparatosi da privatista, sostenne con l’amico Lampugnani gli esami di maturità al liceo Carducci e tra agosto e settembre si recherà con il padre a Venezia per una breve vacanza. Completati nei primi anni del dopoguerra gli studi di giurisprudenza, si dedica per qualche anno alla professione di avvocato. Al centro di tutta l’opera di Raboni è Milano e la città continuò ad essere fino all’ultimo la protagonista della sua opera.

Nel 1958 si sposa con Bianca Bottero, madre dei suoi tre figli: Lazzaro, Pietro e Giulia. Quest’ultima, nata a Camogli il 26 gennaio del 1963, è poi divenuta docente universitaria di Filologia. Nel 1969 conobbe, in casa di Angelo Maria Ripellino, la slavista Serena Vitale. Raboni ottenne durante la sua carriera letteraria numerosi premi. Oltre il già citato Premio Viareggio gli venne assegnato nel 2002 il premio Moravia per il corpus delle sue intere opere e nel 2003 aveva ricevuto il premio Librex Montale.