Paura PDF

PER STAMPARE CON FACILITÀ ciò che desideri ? QUESTA è paura PDF pagina speciale per voi, amici del Liceo di Cossato! Illustrazione della paura, da L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali di Charles Darwin.


Författare: Stefan Zweig.

La paura è un’emozione primaria, comune sia al genere umano sia al genere animale. Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. Nelle paure c’è quindi la sensazione che qualcosa minacci la nostra esistenza o la nostra integrità biologica o quella delle persone a noi più vicine. La paura è talvolta causa di alcuni fenomeni di modifica comportamentale permanenti, identificati come sindromi ansiose: ciò accade quando la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, bensì dal timore che si possano verificare situazioni, apparentemente normalissime, ma che sono vissute dal soggetto con profondo disagio. La paura ha differenti gradi di intensità a seconda del soggetto: persone che vivono intensi stati di paura hanno sovente atteggiamenti irrazionali. La paura, come l’ira, può essere una risposta al dolore o alla sua percezione.

Se un individuo impaurito è costretto ad attaccare, l’ira può prendere il sopravvento e la paura svanire. Il timore è la forma meno intensa della paura e si determina quando una situazione promette piacere ma, al tempo stesso, anche dolore: c’è la percezione della possibilità di perdere il piacere, ma ci si muove ancora verso di esso. Lo stesso argomento in dettaglio: Ansia. In questo caso la minaccia del dolore e quella del piacere si equivalgono generando una situazione di conflitto nell’attesa di qualche indizio capace di far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. La paura emerge quando il contesto è dominato dalla minaccia del dolore o dalla sua percezione: in questo caso si è pervasi dal desiderio di scappare o comunque di allontanarsi dalla fonte di dolore, sia questa reale o immaginaria, di ogni tipo o forma essa sia. Quando l’ansia di fronte a un determinato oggetto, animale o evento è notevole e non può essere controllata dalla ragione si parla di fobia.

Questa provoca una reazione notevolmente sproporzionata rispetto alla situazione che si sta affrontando. Per tale motivo il soggetto che presenta delle fobie evita accuratamente tutte le situazioni che potrebbero scatenare la sua ansia. Pertanto la sua vita sociale ne può risentire notevolmente. Lo stesso argomento in dettaglio: Panico. Quando la paura è massima ed è carica di un presentimento di morte si definisce panico. Questo per Galimberti è un “episodio acuto d’ansia caratterizzato da tensione emotiva e terrore intollerabile che ostacola un’adeguata organizzazione del pensiero e dell’azione.

La situazione di panico è correlata alla claustrofobia. Il terrore è la forma estrema della paura, di intensità ancora maggiore rispetto al panico, dove l’impulso a scappare è talmente elevato da ricercare una soluzione immediata: in questo caso l’individuo sceglie di ritirarsi dentro se stesso. Lo stesso argomento in dettaglio: Orrore. Per orrore si intende un sentimento di forte paura e ribrezzo destato da ciò che appare crudele e ripugnante in senso fisico o morale. Per estensione, orrore può indicare un fatto, un oggetto o una situazione che desta tale sentimento. Le paure sono più frequenti durante l’infanzia, giacché il bambino si trova a vivere in un mondo che ancora non conosce.

Per tale motivo è bene distinguere le paure fisiologiche da quelle patologiche. Sono presenti nella maggior parte dei bambini di una determinata età, non sono numerose e gravi, scompaiono facilmente con l’età e non sono associate ad altri segnali di sofferenza del bambino. Queste paure raggiungono il massimo della frequenza verso i tre anni e poi, gradualmente, man mano che la realtà si precisa e migliora la maturità del bambino, diminuiscono. Queste paure al contrario si riconoscono poiché non sono tipiche per l’età o per una determinata fase evolutiva del bambino, sono numerose, si prolungano nel tempo, limitano la vita personale e sociale del bambino e sono spesso associate ad altri sintomi di sofferenza: come i disturbi del sonno, dell’alimentazione, della comunicazione, della socialità, del comportamento, dell’autonomia e così via.

Pur non essendo sempre facile distinguere le une dalle altre, è importante riuscire a farlo, poiché le paure fisiologiche non richiedono un particolare trattamento, mentre quelle patologiche richiedono la giusta attenzione da parte dei genitori e degli operatori, giacché sono dei segnali che indicano un disagio o disturbo, più o meno grave, del quale soffre il bambino. Tutte le paure si accentuano quando il bambino è solo o non è vicino alle normali figure di attaccamento, diminuiscono o scompaiono quando il bambino ha la possibilità di avere accanto i suoi genitori, soprattutto la madre o qualche familiare. Anche nei bambini le paure comportano lo stimolo ad allontanarsi o allontanare l’oggetto spiacevole che genera questa emozione. Ad esempio la paura del buio stimolerà il bambino a volere una lucetta sempre accesa nella sua stanza per scacciare la paura. Secondo la concezione costituzionalistica vi sarebbero delle cause genetiche.