Percezione visiva PDF

Questa disfunzione fu studiata accuratamente nel corso del XIX secolo da vari scienziati, tra cui John Hughlings Jackson e Jean-Martin Charcot. Lo studio della prosopagnosia si è rivelato percezione visiva PDF per lo sviluppo di teorie sulla percezione facciale.


Författare: Lucia Foglia.

Questo saggio, che ha per oggetto lo studio della percezione visiva, tratta in modo unitario un tema che interessa discipline diverse, a partire dalla filosofia sino ad arrivare alla psicologia e alle neuroscienze, e veicola, attraverso l’esposizione organizzata in concetti chiave, la contaminazione tipica di saperi, aspetti e approcci distinti.L’indagine rivolta alla natura dell’esperienza percettiva pone in risalto come il trattamento dell’informazione non presenti una struttura monolitica, separata e gerarchicamente sottoimposta alle attività cognitive, ma possieda un’organizzazione composita e fluida, la quale riflette, anche ai livelli più bassi, la natura multicomponenziale dei processi di pensiero e le dinamiche tipiche della soggettività in azione.Includendo i risultati settoriali delle attuali ricerche empiriche, un’ampia parte del volume è dedicata alla difesa di un modello per il quale le nozioni di ‘purezza percettiva’, ‘isolamento informazionale’ e ‘vedere semplice’ non sono accettabili per formulare un’analisi completa ed esplicativa del fenomeno della percezione visiva. L’intento è di riconoscere la vorticosa ciclicità che sorregge e nutre le relazioni tra percezione, cognizione ed azione.

Questo tipo di risultati si sono rivelati cruciali nel supportare la teoria che sostiene la presenza di un’area specifica dedicata al riconoscimento dei volti. Esiste un certo dibattito riguardo alla specificità sia della percezione dei volti sia della prosopagnosia e alcune persone sostengono che si tratti solo di una sottospecie di agnosia. Nonostante la prosopagnosia si accompagni spesso a problemi di riconoscimento visivo degli oggetti, sono stati riportati casi in cui la percezione dei volti sembrava essere danneggiata in modo selettivo. La prosopagnosia potrebbe essere un deficit generalizzato nella comprensione di come i componenti della percezione individuale costruiscano la struttura o gestalt di un oggetto. In particolare, la psicologa Martha Farah si è fatta portavoce di questo punto di vista. Fino al XX secolo si pensava che la prosopagnosia fosse un disturbo molto raro e si presentasse solo in associazione a danni cerebrali o a malattie neurologiche riguardanti specifiche aree del cervello. Ad ogni modo, alcuni dati suggeriscono che potrebbe esistere una forma di prosopagnosia congenita, per la quale alcune persone nascerebbero con un deficit selettivo nel riconoscimento e percezione dei volti.

Prosopagnosia appercettiva: si pensa sia un disturbo di parte dei processi primari del sistema di percezione dei volti. Le persone che presentano questo disturbo non sono in grado di riconoscere i volti e sono incapaci di esprimere con successo giudizi del tipo simile-diverso, quando vengono loro presentate immagini di diversi volti. Potrebbero inoltre non essere in grado di riconoscere attributi quali l’età o il genere della persona dal volto. Prosopagnosia associativa: si pensa essere un deficit dei collegamenti tra il processo primario di riconoscimento dei volti e quelle informazioni semantiche che riguardano le persone, conservate nella nostra memoria. I casi riportati suggeriscono che questa forma di disturbo possa essere estremamente variabile e alcuni studiosi la considerano ereditaria.