Pittura su stoffa PDF

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Författare: Ines Furlanetto.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 20 feb 2019 alle 22:48. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. L’affresco è una pittura eseguita sull’intonaco fresco di una parete: il colore ne è chimicamente incorporato e conservato per un tempo illimitato. L’affresco è un’antichissima tecnica pittorica che si realizza dipingendo con pigmenti generalmente di origine minerale stemperati in acqua su intonaco fresco: in questo modo, una volta che nell’intonaco si sia completato il processo di carbonatazione, il colore ne sarà completamente inglobato, acquistando così particolare resistenza all’acqua e al tempo. Si compone di tre elementi: supporto, intonaco, colore. Il supporto, di pietra o di mattoni, deve essere secco e senza dislivelli. La principale difficoltà di questa tecnica è il fatto che non permette ripensamenti: una volta lasciato un segno di colore, questo verrà immediatamente assorbito dall’intonaco, i tempi stretti di realizzazione complicano il lavoro dell’affrescatore, la carbonatazione avviene entro tre ore dalla stesura dell’intonaco.

Un’altra difficoltà consiste nel capire quale sarà la tonalità effettiva del colore: l’intonaco bagnato, infatti, rende le tinte più scure, mentre la calce tende a sbiancare i colori. Per risolvere il problema, è possibile eseguire delle prove su una pietra pomice o su un foglio di carta fatto asciugare con aria o vento di scirocco ossia aria calda. Questa voce o sezione sull’argomento storia è priva o carente di note e riferimenti bibliografici puntuali. Abbiamo i primi esempi di affresco già nell’epoca della civiltà minoica. Nel XIV secolo la tecnica dell’affresco conosce in area centro e sud europea una grande diffusione. La sinopia è un disegno preparatorio alla stesura vera e propria del colore.

Negli affreschi medievali si riesce, di conseguenza, a rilevare sia le giornate che le pontate. Vengono messe a punto raffinatissime tecniche per mascherare le giunte tra le giornate e tra le pontate. Con il Rinascimento, l’affresco conosce il momento di maggior diffusione. L’intero disegno preparatorio veniva riportato a grandezza naturale sul cartone.

Le linee che componevano le figure erano poi perforate. Già all’inizio del Rinascimento si comincia ad impiegare, per le parti del dipinto più ampie e meno ricche di particolari, una nuova tecnica: l’incisione indiretta. In questo caso la carta impiegata per riportare il disegno era molto più spessa di quella usata per lo spolvero. Gino Piva, Manuale pratico di tecnica pittorica, Hoepli 1989. Guido Botticelli, Metodologia e Restauro delle Pitture Murali, Edizioni Centro Di, Firenze, 1992. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 9 mar 2019 alle 00:58.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Nessun evento in programmazione al momento. Click per visualizzare gli eventi in archivio. Il suo uso peculiare della luce lo rende uno dei più apprezzati interpreti fotografici della scultura, da quella antica a quella africana. Negli ultimi decenni Mario Carrieri ha affiancato alla sua attività principale un’incessante ricerca personale dedicata a un unico soggetto: i fiori. Accanto a pittura e fotografia anche l’arte millenaria del vetro ha spesso concentrato il suo interesse sul tema dei fiori. In particolare i maestri vetrai di Murano, che lungo tutto il corso del Novecento hanno prodotto opere di fascino straordinario ispirandosi alle forme dei fiori e delle piante, declinandole secondo gli stilemi del Liberty, dell’Art Déco e poi con una vena sperimentale attenta alle esperienze delle avanguardie artistiche.

Salviati, ma anche artisti che hanno creato pezzi unici come Franca Petroli, Maria Grazia Rosin e Silvia Levenson. Villa Carlotta, Giovanni Frangi indaga il rapporto tra interno ed esterno, che costituisce la peculiarità unica di questo luogo, coinvolgendo sia le sale della villa, sia il parco che la circonda. Continua la collaborazione tra Villa Carlotta ed Anffas che anche quest’anno esporrà i manufatti decorati e realizzati dagli ospiti disabili, gli educatori e i volontari del centro diurno di Grandola ed Uniti. Tutti gli oggetti, unici per qualità e realizzazione sono il risultato di un attento lavoro di squadra mirato al coinvolgimento e alla valorizzazione di persone diversamente abili, attraverso attività laboratoriali e artistiche.