Psicologia dell’adolescenza PDF

Please forward this error screen to wolf. La neutralità di questa voce o sezione psicologia dell’adolescenza PDF’argomento psicologia è stata messa in dubbio. Motivo: Peso sproporzionato dato alle teorie di Massimo Fagioli, psichiatra anti-Freudiano. Per contribuire, correggi i toni enfatici o di parte e partecipa alla discussione.


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L’adolescenza costituisce nelle attuali condizioni storiche e sociali un periodo specifico della vita umana dotato di un proprio e profondo significato, in cui la persona si trova ad affrontare problemi posti dallo sviluppo biologico, fisico, psicologico e sociale. Questo volume, qui presentato in una nuova edizione profondamente riveduta e aggiornata, fornisce un quadro complessivo della adolescenza sia dal punto di vista delle teorie psicologiche sia da quello dei diversi contesti sociali all’interno dei quali l’adolescente vive e opera: dalla famiglia ai gruppi di coetanei alla scuola alle istituzioni. Un testo completo che fa il punto su un periodo importante dello sviluppo delle persone e inteso ad aiutare gli studenti a impostare in modo avvertito la propria conoscenza dell’età adolescenziale.

Non rimuovere questo avviso finché la disputa non è risolta. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Le divisioni sono convenzionali e ogni individuo può attraversare queste fasi ad età differenti. Il passaggio da una fase all’altra implica spesso un periodo di crisi, che è fondamentale per adattare la propria visione del mondo alla maggiore complessità della vita interiore. Jean Piaget, nell’Introduzione all’epistemologia genetica del 1951, analizzava l’evoluzione del bambino in stretto rapporto con l’ambiente che lo circonda.

Questa attività si ripete ogni volta che il bambino si trova ad affrontare situazioni nuove. Secondo Piaget esistono due periodi fondamentali nello sviluppo cognitivo del bambino: il periodo sensomotorio e il periodo concettuale. La fase dei riflessi innati va dalla nascita fino al primo mese di vita, in cui si caratterizzano i comportamenti istintivi. La fase dei primi adattamenti acquisiti va dal primo al quarto mese di vita, in cui il bambino inizia a coordinare i riflessi. Inoltre le sue azioni non sono più stereotipe, ma variano in rapporto alla situazione in cui si trova. Inizia ad avere un’idea della relazione di causa ed effetto, e inizia a prevedere o anticipare ciò che sta per succedere. Inoltre sa compiere anche qualche piccola imitazione di ciò che vede fare agli adulti.

Il suo pensiero è di tipo egocentrico e vede il mondo solo ed esclusivamente dal suo punto di vista. Inizia a saper compiere operazioni e a impiegare i concetti di numero. Sa distinguere gli oggetti intorno a lui ed ha un’idea di spazio e tempo, sebbene sia ancora legato alla concretezza degli oggetti. Non si deve più riferire alla realtà concreta, per compiere operazioni mentali complesse. Fino ai diciotto mesi l’autoerotismo dell’individuo avviene attraverso la bocca e i contatti epidermici con gli oggetti a cui viene in contatto.

Questa è una fase molto importante della maturità e la normalità sessuale dell’individuo, poiché per superare il complesso edipico è necessaria un’identificazione con il genitore dello stesso sesso, che è necessaria per formare il carattere secondo i canoni dei suoi genitori. Dalla pubertà in poi si verifica lo spostamento della libido da sé stessi agli oggetti esterni. Le pulsioni parziali si verificano sotto il primato della zona genitale che pone le basi di un comportamento eterosessuale. Inoltre è da notare che per Freud questi passaggi, per quanto complessi e angosciosi, sono del tutto normali. Con la concezione di “posizione”, la Klein voleva sottolineare il valore formativo delle esperienze di temporanea regressione, mostrando l’inadeguatezza delle teorie dello sviluppo stabilite fino a quel momento che invece avevano un esatto inizio e superamento. Secondo lei certe esperienze sono destinate a riproporsi nell’arco dell’intera esistenza e si integrano tanto più il soggetto sia vicino ad una condizione di salute psichica. La posizione schizoparanoide caratterizza l’infante alla nascita ed è legata al meccanismo arcaico della scissione tramite la quale i territori del bene e del male erano rigidamente rappresentati e divisi drasticamente tra elementi buoni ed elementi cattivi.

La posizione psichica depressiva è riscontrabile nel bambino a partire dall’ottavo mese di vita ed è caratterizzata dalla consapevolezza dell’intreccio tra bene e male e quindi dall’accettazione del fatto che la cattiveria sono insiti in una certa misura all’interno di ciascuno. In questo momento della vita del bambino occorre prestare attenzione alla presa di coscienza della limitatezza delle proprie possibilità senza cadere nell’autosvalutazione di sé. Lo stadio pre-oggettuale va dalla nascita fino ai primi tre mesi di vita. In questo stadio non esiste la differenza tra mondo interno e mondo esterno.

L’organizzatore è il principio di costanza, capace di permettere il raggiungimento dello stato di quiete. Lo stadio dell’oggetto precursore va dai tre agli otto mesi. Qui il bambino inizia ad avere una consapevolezza degli oggetti parziali. L’organizzatore di questa tappa è la risposta al sorriso come prima fonte di comunicazione. Lo stadio dell’oggetto libidico interno va dagli otto mesi ai quindici mesi. L’organizzatore è rappresentato dall'”angoscia dell’estraneo”, che sottolinea la paura di perdere l’oggetto del desiderio. Lo stadio della strutturazione del Sé va dai quindici mesi in poi, ed è la fase in cui si sviluppa l’individualità del bambino.

L’organizzatore è la cosiddetta “comparsa del no”, che esprime e organizza lo strutturarsi della sua capacità di opposizione e di giudizio. Il contributo di Spitz è molto importante, anche perché individuò la depressione anaclitica, una sindrome depressiva molto grave che colpisce i bambini abbandonati e che può portarli alla morte per deperimento organico. Si basa sulla qualità del rapporto madre-figlio, e sul continuo conflitto tra fiducia e sfiducia. Si basa principalmente sul contrasto tra industriosità e inferiorità, perché per quanto il bambino, ormai autonomo, incominci ad essere competente e produttivo, può in alcuni casi sentirsi incapace di gestire certe situazioni e quindi di sentirsi inferiore.

Qui infatti il ragazzo mette in discussione ciò che ha fatto nelle fasi precedenti e consolida la propria personalità in base alle esperienze passate. Le teorie che seguono vanno attribuite allo psichiatra Massimo Fagioli e rappresentano una posizione attualmente minoritaria nell’ambito delle teorie sull’evoluzione infantile. Suscita discussione, ad esempio, l’affermazione secondo la quale la vita umana propriamente detta inizierebbe solo al momento della nascita. I riscontri scientifici di tale intuizione sono ad oggi controversi, fatta eccezione, ovviamente, per quanti hanno trovato tale teoria plausibile, adottandola nella propria pratica medica. Da qui la fonte è unicamente “fagioliana”.