Quando la donna che non esisteva incontro’ l’uomo che non poteva morire PDF

Brunetto parla di Firenze e profetizza l’esilio a Dante – vv. Dante e Virgilio stanno camminando su uno dei due argini di pietra del fiume Flegetonte, unica zona del girone a non essere tormentata quando la donna che non esisteva incontro’ l’uomo che non poteva morire PDF fiamme del terzo girone del VII cerchio, quello dei violenti contro Dio e contro la natura.


Författare: Simona Ruffini.

I vapori che il fiume sprigiona infatti spengono le fiammelle. Comunque durante tutti e tre i canti dedicati a questo girone non si fa mai menzione del peccato di sodomia: per sapere di cosa siano condannati questi peccatori si deve ritornare all’XI canto dove, durante la generale spiegazione dell’Inferno, si parla al verso 50 di “Soddoma”. Mentre Dante viene osservato a questo modo, ecco che un dannato lo riconosce e che con molta familiarità lo prende per un lembo dell’abito e grida “Qual maraviglia! Il poeta, nonostante l’aspetto orribilmente bruciacchiato del dannato, lo riconosce in Brunetto Latini, e gli si rivolge con la confidenza tipica di chi è in familiarità: “Siete voi qui, ser Brunetto? Ser” è comunque un segno di deferenza, dovuto tra l’altro al fatto che il Latini era un notaio e che fu per Dante un maestro. Molti hanno sottolineato come quel “qui” indichi una certa sorpresa di Dante che forse fa finta di non essere a conoscenza del peccato di Brunetto, ma nasconde anche una punta di sdegno, indicando un “proprio qui”.

Egli, che fu maestro e fonte di sapienza per Dante, gli chiede ora nell’Inferno se non gli dispiaccia fare insieme un po’ di strada, lasciando per un po’ la sua schiera, del che il poeta pellegrino si dice ben felice. Brunetto inizia chiedendo cosa ci faccia da vivo nel regno dei morti e chi sia la sua guida. Brunetto annuisce a Dante e gli dice che se avesse saputo che il suo compito era così importante, prima di morire lo avrebbe aiutato con i suoi insegnamenti “dato t’avrei a l’opera mia conforto”. In pratica sta lodandolo come discepolo eccezionale e lo sta esortando a perseverare nella via della virtù. Brunetto Latini passa poi a parlare di Firenze introducendo la profezia dell’esilio di Dante, già introdotta nel Canto X con Farinata degli Uberti.