Riti camerali e speciali PDF

Questa voce o sezione ha problemi di struttura e di organizzazione delle informazioni. Motivo: La voce non rispetta in alcuni punti il modello di riti camerali e speciali PDF, nell’impostazione e nei contenuti. 5 081 abitanti in provincia di Como in Lombardia. Il borgo di Canzo è posto all’imboccatura della Valassina, a’ piedi della tanto conosciuta montagna dei Corni, così chiamata dalla sua cresta, che la natura foggiò biforcuta, arida, rigida, d’un colore bigio cinereo, e qual veramente si conviene alla forma ed al colore delle corna, da cui prese il nome.


Författare: Serafino Nosengo.

Allium insubricum e Cytisus emeriflorus: due specie rare presenti sui monti di Canzo. L’altitudine del territorio comunale va da un minimo di 360 ad un massimo di 1. Il toponimo Canz, reso in latino con Cantius, è un vocabolo celtico collegato al gallico canto-, dal significato di “margine, lembo, appendice, bordo, contorno, angolo”. Nel corredo erano presenti quattro bracciali, un pendaglio a doppia spirale e una punta di selce. La tomba è stata totalmente ricostruita nel giardino delle scuole secondarie di primo grado. L’età del bronzo antico è testimoniata da un insediamento sulla riva nordorientale del lago del Segrino, il cui ritrovamento ebbe un certo peso per la conoscenza delle prime popolazioni stanziali nell’alta Brianza.

L’insediamento sul sito dell’attuale abitato è di epoca di poco anteriore alla conquista romana, alla quale si deve inoltre il tracciamento delle strade principali per scopi militari e commerciali. Lo stesso argomento in dettaglio: Corte di Casale. Nei secoli dopo la scomparsa dell’Impero Romano, Canzo, in uno stato di marcata autonomia comunale, fece parte dell’area chiamata Martesana dell’arcidiocesi di Milano, e fu, formalmente, infeudata al monastero di Sant’Ambrogio. Nel 1435, con otto altre pievi e squadre comunali, la Corte costituì l’Universitas Montis Briantiae, aggregazione di comuni con voce di fronte all’autorità ducale, e in particolare di fronte al fisco, piccola repubblica o, più precisamente, una provincia autonoma nello Stato di Milano. Gli spagnoli vi posero un presidio militare, ubicato sulla costa del monte in posizione dominante sul paese, nella località nota come “il Castello”. Fino al secolo XVII Canzo era un rinomato centro manifatturiero di tessuti di saia, venduta come saia di Canzo, assieme al cimosone di Canzo, al mercato milanese, questa attività tuttavia decadde a causa delle pesanti tasse imposte dal governo spagnolo.

Nella seconda metà del Settecento, Canzo viene descritta come un’area di produzione di buon vino e ricca di colture: gelsi, mandorli, vitigni, cereali produttivi più volte l’anno. Il defluvio delle acque è ben gestito, a beneficio sia dell’agricoltura che dell’artigianato. I terreni hanno un valore elevato: circa 400-500 lire milanesi a pertica. Nel 1786, nell’ambito della riorganizzazione del territorio, Canzo fu unito alla nuova provincia di Como.

Nei secoli XVIII e XIX, fu capoluogo del distretto decimoterzo. Esempio di edifici ottocenteschi e del primo Novecento a Canzo. Durante l’Ottocento, Canzo dà all’Italia varie personalità significative, quali Alessandro Duroni, primo sviluppatore della fotografia in Italia ed inventore del negativo fotografico. In questo secolo, la secolare tradizione siderurgica di Canzo si riversò nella fabbricazione di forbici, di cui Canzo divenne importante centro, benché fino alla metà del secolo l’economia prevalente fosse quella agricola.