Sapere pedagogico e legittimazione educativa PDF

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Författare: Francesco Mattei.

L’efficienza strumentale, la centralità del successo economico… hanno chiamato la scuola e la pedagogia a “professionalizzare”, a guardare con occhio più che attento al mondo del lavoro, al tasso possibile di “impiegabilità”. Un compito che la scuola e l’Università hanno assolto con molta dignità. Ma l’uomo dove si formava? Dove trovava gli spazi per la cura di sé, per la formazione di un’anima non utilitaristica e non utilizzabile da altri? E i maestri, di cosa erano maestri? Continuavano a formare spiriti critici o ammaestrati esecutori di piani governativi o supergovernativi?

La sua figura di prete è legata all’esperienza didattica rivolta ai bambini poveri nella disagiata e isolata Scuola di Barbiana, nella canonica della Chiesa di Sant’Andrea. Nacque da Albano e da Alice Weiss, in una famiglia agiata. Era il secondogenito, preceduto da Adriano e seguito da Elena. La madre proveniva da una famiglia di ebrei boemi che si erano trasferiti a Trieste per lavoro. Nel 1930, a causa della crisi economica, la famiglia si spostò a Milano. Ragazzo vivace e intelligente, Lorenzo Milani frequentò con scarso profitto il liceo classico Berchet di Milano, diplomandosi nel maggio del 1941.

A fine maggio 1941 iniziò a frequentare lo studio del pittore tedesco Hans-Joachim Staude a Firenze. Staude si rivelerà figura fondamentale non solo per la crescita artistica di Lorenzo, ma anche per il suo cammino verso la conversione. A settembre 1941 Lorenzo Milani si iscrisse al corso di pittura all’Accademia di Brera a Milano. Qui ebbe come insegnanti Achille Funi ed Eva Tea. In quel periodo Lorenzo “aveva una infatuazione per una bella ragazza dai capelli rossi conosciuta a Brera.

Lorenzo mi mostrò dei ritratti che le aveva fatto”, ricorda l’amico Saverio Tutino. Tiziana Fantini, compagna di corso di Lorenzo, era già impegnata sentimentalmente, ma i due trascorrevano insieme molto tempo condividendo la passione per l’arte e un atteggiamento di opposizione al regime fascista. Secondo Valentina Alberici, Tiziana sarà testimone privilegiata del cambiamento interiore di Lorenzo: Io mi farò prete, le confiderà nel 1942 in una chiesa. Nel 1943, anche a causa della guerra, Lorenzo lasciò Milano e si trasferì di nuovo con la famiglia a Firenze.

Perché incontrare Cristo, incaponirsene, derubarlo, mangiarlo, fu tutt’uno. Le circostanze della sua conversione sono sempre rimaste piuttosto confuse e oscure, anche per la riservatezza dello stesso Milani sull’argomento. Tuttavia dalle testimonianze di Hans-Joachim Staude e di Tiziana Fantini sembra evidente che Lorenzo fosse in uno stato di ricerca spirituale da vario tempo. E in questa religione c’è fra le tante cose, importantissimo, fondamentale, il Sacramento della confessione dei peccati. Per il quale, quasi solo per quello, sono cattolico.