Segni, parole, magia PDF

La pittura è l’arte che consiste nell’applicare dei pigmenti a segni, parole, magia PDF supporto per lo più bidimensionale, come la carta, la tela, la ceramica, il legno, il vetro, una lastra metallica o una parete. Chi dipinge è detto pittore o pittrice, mentre il prodotto è detto dipinto. Il risultato è un’immagine che, a seconda delle intenzioni dell’autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme o un qualsiasi altro significato, a seconda della sua creatività, del suo gusto estetico e di quello della società di cui fa parte.


Författare: Massimo Centini.

Raccolta di segni e pratiche magiche dall’antichità a oggi presso tutti i popoli del mondo.

La pittura gode di un posto di primo piano su tutte le arti. Quale opera bidimensionale non necessita di particolari sforzi per essere percepita: basta guardarla frontalmente, a differenza di una scultura che si esprime su tre dimensioni, per non parlare della maggiore complessità delle architetture. Ciò significa anche una immensamente maggiore fruibilità, si pensi alla semplice economicità delle riproduzioni fotografiche di pittura, che possono circolare con estrema facilità, impossibile, per adesso, per le opere d’arte tridimensionali. Esistono molti tipi di tecniche pittoriche, che si differenziano sia per i materiali e gli strumenti usati sia per le superfici sulle quali è eseguita l’opera. Le prime superfici sulle quali l’uomo realizzò primitive forme d’arte pittorica, geometrica e figurativa, furono le pareti di una caverna oppure di una casa o di un tempio.

Nel Medioevo il supporto preferito dai pittori era la tavola di legno, per poi passare con il tempo alla tela, con la quale si ovviò al problema del peso e della relativa instabilità del pannello ligneo. Altri supporti possono essere: la carta, il metallo, il vetro, la seta, una parete e qualunque altra superficie in grado di mantenere in modo permanente il colore. Sulle pareti abbiamo l’affresco, il murale, il graffito e l’encausto. Su tavola abbiamo la pittura a tempera, i colori ad olio ed i colori acrilici.

Su carta abbiamo il pastello, la pittura a tempera, l’acquerello e il guazzo o gouache. Su tela abbiamo la tempera, la pittura ad olio e la pittura acrilica. Su ceramica abbiamo le pitture vascolari con ossidi e fondenti. Su seta ed altre stoffe abbiamo il batik, lo Shibori, il Serti e l’acquerello. Nell’esecuzione di opere pittoriche, poi, oltre ad una vasta gamma di superfici e di colori . Lo stesso argomento in dettaglio: Pittura a olio. La pittura ad olio fa la sua comparsa solo verso la metà del secolo XV, nella regione delle Fiandre.

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della pittura. I dipinti più antichi sono stati rinvenuti nella Grotta Chauvet in Francia: la loro realizzazione è databile a circa 32. Sono realizzati con ocra rossa e pigmento nero, e mostrano cavalli, rinoceronti, leoni, bufali e mammut. Escludendo il caso delle avanguardie novecentesche, dove sono entrati in gioco tutt’altri valori. Ranuccio Bianchi Bandinelli e Mario Torelli, L’arte dell’antichità classica, Etruria-Roma, Utet, Torino 1976, pag. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 6 dic 2018 alle 18:27.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Ciò che sappiamo su chi ci circonda, e ciò che gli altri sanno di noi, si fonda essenzialmente su apparenze. Nel rapportarsi ai propri simili, al pari di tutti i viventi, gli esseri umani non possono evitare di prendere le cose come appaiono. Il paradosso per cui la profondità coincide con la superficie, e la realtà con la sua manifestazione fenomenica, è insito nella natura stessa dell’esperienza sociale. Hannah Arendt nel suo ultimo libro, fondendo suggestioni della fenomenologia francese con le teorie di Erving Goffman e del biologo svizzero Adolf Portmann.

Chi vive nel mondo è un essere pubblico, e l’apparenza che incessantemente proietta intorno a sé, il suo aspetto, lo segue in ogni situazione mondana come un’ombra, lo circonda e protegge come quell’atmosfera che chiamiamo significativamente l’aria o l’aura delle persone. Nella rappresentazione sociale, l’apparenza ha anche, inevitabilmente, lo statuto di una maschera. Oggetto ambiguo per eccellenza, la maschera mostra nascondendo, perché, nel momento stesso in cui rivela un aspetto della realtà, comunicandolo, ne ricopre un altro con il proprio spessore e con la propria condizionatezza: attraverso di essa si mostra qualcosa che sembra essere, ma che forse non è. Il ruolo delle apparenze è sempre mediale. Esse sono il tramite con cui si stabiliscono e si calibrano i rapporti reciproci tra persone, tra la psiche e il mondo, tra la realtà soggettiva, privata e segreta, e la realtà oggettiva, accessibile e pubblica.