Stile e pensiero PDF

Questa voce sull’argomento storia dell’arte è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Lo stile è un concetto di ampia applicazione, utilizzato nel campo delle arti e delle lettere, oltre che nella moda, nell’architettura, nel disegno industriale e nei fenomeni sociali. Lo stile è la forma costante dell’arte di un individuo o stile e pensiero PDF un gruppo di artisti.


Författare: Schoenberg Arnold.

Arnold Schönberg, tra i massimi compositori del Novecento, fu uno scrittore arguto, e di temi non esclusivamente musicali. Scriveva di getto, scriveva per annotare riflessioni, per fissare un’intuizione, ma soprattutto per diffondere e difendere il proprio pensiero. Schönberg operò una svolta radicale nella musica, creò nuovi concetti compositivi e trasformò la sensibilità dell’ascoltatore, portandolo a confrontarsi sempre di più con la disgregazione della tonalità, per arrivare infine all’esperienza dodecafonica. Fu pienamente consapevole della portata delle sue innovazioni, le riteneva necessarie, perciò volle spiegare, chiarire e sostenere con ogni mezzo – insegnamento, conferenze, articoli, lettere – la Musica Nuova, la composizione con dodici note, la propria posizione rispetto ad altri musicisti, contemporanei e del passato. Protagonista del suo tempo, presagì la tragedia nazista e nei suoi scritti si occupò ampiamente della questione ebraica, senza trascurare altri temi sociali, dal rapporto tra guerra e profitto, a come valutare l’equità dei salari, a come sostenere i giovani musicisti, rivelando una sorprendente visione anticipatrice. Acuto osservatore del panorama culturale del Novecento, formulò le sue osservazioni in uno stile leggero e ironico, senza rinunciare a una stringente logica argomentativa.

In letteratura, lo stile è un insieme di tratti formali che caratterizza il linguaggio di un autore, di un’opera, di un genere letterario, e che risulta da una scelta consapevole che si allontana dall’uso o dalla norma corrente. In Cicerone e in Orazio si parla di stile come di proprietà tipologica del discorso, individuando stile tragico, comico ecc. Una caratteristica della nuova era, l’Umanesimo, è ben rappresentata da François Rabelais che con Gargantua e Pantagruel smantella le frontiere tra i vari stili conciliando lo stile alto con quello basso. La scelta linguistica è quindi legata al genere, e riguarda il lessico, ma anche la scelta dei nomi da dare ai personaggi, le ambientazioni in cui far svolgere le vicende e gli argomenti. Un esempio di discorso sullo stile è in un dialogo di un personaggio di un film di Marco Ferreri.

Charles Bally, Traité de stylistique française, Heidelberg: Winter, 1909, p. Enrico Castelnuovo, Arte, industria, rivoluzioni, Torino 1985. I formalisti russi nel cinema, Milano: Garzanti, 1971, pp. Henri Focillon, La vita delle forme, Torino 1990. George Kubler, La forma del tempo, Torino 1976.

Otto Pächt, Metodo e prassi nella storia dell’arte, Torino 1994. Cesare Segre, “Stile”, in Enciclopedia Einaudi, vol. Meyer Shapiro, Lo stile, Roma 1995. Per una filosofia del sentire presente, Costa e Nolan, Genova, 1994: 72-80. Edgard Wind, Arte e anarchia, Milano 1986.

Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta il 20 dic 2018 alle 09:38. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Si può notare in ciò la peculiarità attribuita al pensiero, come qualcosa di straordinariamente semplice, che rende possibile oggetti complessi: nel senso cioè che l’attività del pensiero si esplica nel comporre oggetti, ovvero pensare significa pensare oggetti composti. Da questo punto di vista, l’attività del pensiero è ciò che è a monte degli oggetti pensati, pur essendo della loro stessa sostanza. Utilizzo del dialogo e del confronto con altre menti pensanti.