Sulla negazione PDF

La sulla negazione PDF è un fenomeno che pertiene solo al codice di comunicazione umana naturale ed ai formalismi logico-matematici. Recenti studi hanno messo in relazione la negazione con l’attività neuronale dell’encefalo.


Författare: Dino Ferreri.

Senza dubbio, la negazione può coinvolgere tutto l’enunciato. Di importanza cruciale è però il problema dell’oggetto preciso della negazione, che non deve necessariamente corrispondere alla frase intera. La pasta al forno per te non è stata preparata. Non sono stato io a preparare la pasta al forno per te. Non è per te che ho preparato la pasta al forno. Da questo principio deriva peraltro la locuzione latina duplex negatio affirmat. Il principio ha valore nelle lingue dell’informatica.

Quando l’oggetto della negazione è un verbo, si distingue in genere a seconda della posizione dell’operatore della negazione all’interno della frase. Altri idiomi prevedono invece che la negazione venga posposta al verbo. Si parlerà in questi casi di negazione preverbale e negazione postverbale. In quanto segue, si presentano alcuni tipi di negazione preverbale e postverbale.

La negazione si forma in inglese usando il verbo ausiliare do, accompagnato dalla particella negativa not. Dato che not è posposto all’ausiliare, si parla piuttosto di negazione postverbale. Tuttavia, le cose non sono sempre state così. Oggi, l’uso della doppia negazione verbale viene di solito evitato per evitare equivoci. Nella lingua di tutti i giorni, è facile che la combinazione tra l’ausiliare do e la negazione not perda le sue caratteristiche originali, e che il verbo do non venga più coniugato. Bin è la forma verbale di essere, mentre nicht è la negazione: dato che il verbo precede la negazione, l’ordine è inverso rispetto a quello valido in italiano.

Lo stesso discorso riguarda altre forme di negazione. Ad esempio, in tedesco esiste la combinazione tra negazione e articolo indeterminativo. L’indeterminativo femminile eine, ad esempio, dispone di un corrispondente negativo: keine. Nella lingua francese, la negazione verbale si ottiene con un circonfisso: questo significa che il verbo viene contemporaneamente preceduto e seguito da due elementi di negazione, ne e pas. Risulta dunque difficile parlare di una negazione puramente preverbale o postverbale.

Nella lingua parlata, tuttavia, si assiste alla graduale affermazione della negazione postverbale, con caduta del ne e con uso del pas dopo il verbo. Le strutture diventano quindi prettamente postverbali. Si tratta comunque di forme non ammesse nei registri più formali, come il parlato più curato o lo scritto. L’omissione del pas è invece rarissima. Non è né carne né pesce.

Non ho punto da aver paura di voi. La logica della doppia negazione potrebbe essere spiegata considerando niente, nessuno e simili come elementi situati al di fuori della portata della negazione introdotta da non. Dato che essi non vengono negati, il loro ruolo nell’enunciato continua a contribuire ad un valore negativo. Da nessun’altra parte troveresti delle mele tanto dolci. Per quanto riguarda gli operatori no e sì, il loro status in linguistica è oggetto di analisi contrastanti tra di loro. Possono essere utilizzati come avverbi, ma anche come aggettivi, sostantivi o pronomi.

A partire dal latino, la struttura della negazione nelle lingue romanze ha subito trasformazioni anche radicali. Il francese rien deriva dal latino RĔM ‘cosa’, da espressioni del tipo non vedo una sola cosa. Diverse di queste parole avevano in origine un significato positivo, ma hanno trovato un impiego specializzato nella negazione accompagnata dal francese ne oppure dall’italiano non. Il procedimento retorico che ha generato questo meccanismo è semplice.

Anche nelle lingue germaniche è accaduto qualcosa di simile. La loro funzione era quella di rinforzare la negazione. Tanto in italiano quanto in francese, comunque, espressioni come mica hanno ormai un significato negativo anche se occorrono da sole. Non sempre la negazione viene espressa mediante un elemento unico. Spesso all’interno di una stessa lingua vi sono negazioni diverse a seconda del tipo di frase che viene negata.

Ad esempio, in greco antico, la negazione delle frasi assertive era οὐ, οὐκ, mentre per vietare si usava μή. In diverse lingue del mondo la negazione non viene solo espressa mediante particolari particelle, ma può esserlo anche mediante l’uso di particolari forme “negative” del verbo. Brugnatelli, Vermondo, “Les thèmes verbaux négatifs du berbère : quelques reflexions”, in K. Mémorial Werner Vycichl, Paris: L’Harmattan, 2002, pp.

Actes du Colloque de Strasbourg, 23-24 Mars 1984, Strasbourg, 1987, p. Sturm, Joachim, Morpho-synktaktische Untersuchungen zur phrase négative im gesprochenen Französisch. Die Negation mit und ohne NE, Frankfurt a. Moeschler, Jacques, Négation, polarité, asymétrie et événements. Müller, Claude, La négation en français. Syntaxe, sémantique et éléments de comparaison avec les autres langues romanes, Genève, Librairie Droz, 1991.