Treccani. Atlante geopolitico 2016 PDF

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La comprensione e l’approfondimento delle dinamiche che guidano la politica globale risultano quanto mai necessari per poter avere una visione chiara e oggettiva dei fattori che influenzano l’andamento delle relazioni internazionali. Ciò è vero a maggior ragione in un contesto sempre più caratterizzato da una moltitudine di attori – statali e non – che spesso intrecciano relazioni a geometrie variabili, a seconda di interessi più o meno divergenti. Lo scopo dell’Atlante Geopolitico è proprio quello di fornire delle chiavi di lettura per un’analisi quanto più completa del mondo globalizzato. Le tematiche che vengono toccate variano dalle nuove regole della governance globale, all’ascesa del terrorismo di matrice jihadista; dalla sfida dei cambiamenti climatici, a quella posta dalle nuove rotte dei flussi migratori, fino all’analisi dei conflitti che continuano a interessare il Medio Oriente e altre aree del pianeta e che influenzano le relazioni tra i protagonisti della politica internazionale. Tali dinamiche coinvolgono tutti gli attori presenti sullo scacchiere mondiale e si sviluppano lungo direttrici che includono sfere geopolitiche molto diverse tra loro, per cui è imprescindibile un’analisi dettagliata delle singole aree geopolitiche e delle loro peculiarità.

Il traffico di droga, propriamente narcotraffico, o traffico di stupefacenti, è il sistema di compravendita illegale delle sostanze stupefacenti. Alessandro Magno diffondeva l’oppio tra i suoi soldati per non fare sentire loro la stanchezza e le sofferenze dei mesi e mesi di marcia forzata e di combattimenti. Lo stesso argomento in dettaglio: Guerre dell’oppio. Nel frattempo le società segrete cinesi iniziarono ad estendere vaste piantagioni di oppio e ciò provocò la dura opposizione della Gran Bretagna, che vedeva in loro un pericoloso nemico del suo commercio di droghe. Nonostante lo sdegno internazionale, la Gran Bretagna continuò il commercio massiccio di oppio con la Cina fino al 1920. La convenzione internazionale sull’oppio venne firmata a L’Aia il 23 gennaio 1912 e fu il primo trattato internazionale di controllo dei traffici di droghe. La convenzione stabilì che gli stati firmatari devono compiere i loro migliori sforzi per controllare, o per incitare al controllo di tutte le persone che fabbrichino, importino, vendano, distribuiscano ed esportino morfina, cocaina, e loro derivati, così come i rispettivi locali dove queste persone esercitino tale industria o commercio.

Il 19 febbraio 1925 si firmò una revisione della Convenzione internazionale sull’oppio, che entrò in vigore il 25 settembre 1938. Lo stesso argomento in dettaglio: French connection. Lo stesso argomento in dettaglio: Pizza connection. Nel 1971 il governo turco abolì la produzione di oppio e represse gran parte delle colture locali di papavero. Negli anni ’80 in Colombia si afferma il traffico di cocaina che sostituisce quello poco redditizio di sigarette. Le organizzazioni colombiane diventarono sempre più forti e nacquero dei veri e propri cartelli della droga. Dopo vari arresti il cartello di Cali è stato sciolto e un suo vecchio membro, Diego Leon Montoya Sanchez ‘Don Diego’, fondò il cartello di Norte del Valle.

Nel nuovo millennio i cartelli colombiani più forti erano stati quasi tutti debellati. Ad oggi i principali produttori di cocaina si trovano in Sud America e in Messico e di oppio nel Triangolo d’oro e in Afghanistan. I maggiori consumatori sono i paesi occidentali: Stati Uniti, paesi europei e Australia, mentre sono aree di passaggio il Medio Oriente e l’Africa occidentale. Le principali rotte della cocaina si dipanano in queste aree: dai paesi del Sud America, attraverso l’America centrale verso gli Stati Uniti. Da quando negli ultimi 10 anni i cartelli messicani sono diventati anche produttori sono nate nuove rotte che portano direttamente in Europa.

Dal Sud America per via navale o aerea direttamente verso gli aeroporti e porti europei, o di passaggio dall’Africa occidentale verso l’Europa meridionale. Dal Sud America verso l’Australia e il sud-est asiatico. Lo stesso argomento in dettaglio: Narcotraffico in Colombia. Attualmente la Colombia, pur avendo perso il primato assoluto, rimane uno dei Paesi in cui la droga rappresenta un affare che produce una buona parte di tutta la ricchezza del Paese. La fine dei grandi cartelli che hanno dominato le scene del narcotraffico mondiale fino alla metà degli anni ’90 non ha, infatti, diminuito la quantità di cocaina coltivata nel territorio colombiano e gli introiti da essa derivanti. Una delle caratteristiche che da sempre ha contraddistinto i trafficanti colombiani è la loro genialità nell’individuare efficienti sistemi di spedizione della cocaina, nuovi itinerari di esportazione e metodi di occultamento.