Un racconto del lavoro salariato PDF

Il termine viene genericamente usato anche in riferimento a quelle correnti di pensiero o movimenti politici e sociali che si battono per l’abolizione di leggi, costumi o consuetudini ritenute non più adeguate ai tempi e ingiuste. Nel mondo antico, che definiva giuridicamente lo schiavo neppure un animale ma un “istrumentum vocale”, un utensile provvisto di voce, la volontà di trattare umanamente gli schiavi o addirittura di abolire la schiavitù era presente in filosofi come Seneca che riteneva essere la schiavitù una istituzione priva di ogni base giuridica, naturale un racconto del lavoro salariato PDF razionale. Il supremo valore dell’uguaglianza di tutti gli uomini per cui lo schiavo è pari al suo padrone venne proclamato dal Cristianesimo, ma nella pratica il principio religioso venne a scontrarsi con le strutture sociali che da secoli codificavano la schiavitù, su cui si basava l’intero sistema economico, e dové necessariamente adattarsi al compromesso per cui gli schiavi rimasero tali di fatto e di diritto. Del resto tutte le storture della società erano la conseguenza del peccato originale.


Författare: Guido Baglioni.

Il libro di Guido Baglioni si snoda lungo le tappe della storia italiana vista attraverso la storia del lavoro salariato, in un cammino fatto di lotte, delusioni e conquiste. Il tema cruciale del volume è quello della tutela e della valorizzazione del lavoro. Se dal secondo dopoguerra si erano affermate concezioni che miravano al miglioramento costante e negoziale delle condizioni dei lavoratori nella società e nell’impresa, oggi lo scenario è drasticamente mutato e nel passaggio dal vecchio al nuovo secolo l’equilibrio si è alterato. Con l’esplodere della crisi e la recessione dell’economia italiana il problema è diventato quello della scarsità della domanda, ovvero della mancanza di lavoro, in particolare per le nuove generazioni; e lo spettro della povertà, un tempo sconosciuto, si è insinuato persino tra le fila dei lavoratori dipendenti, di chi il lavoro ce l’ha. Le soluzioni possibili esistono, si dovrà puntare sull’innovazione e su una maggiore efficienza, ma tutto questo forse non basterà ad arginare le disuguaglianze che si sono venute creando.

La Chiesa stessa quindi, diventata un’istituzione, possedeva un gran numero di schiavi e se qualcuno, in aderenza alla parola evangelica, voleva mettere in pratica il principio cristiano dell’eguaglianza in Cristo di tutti gli uomini, questi andava severamente condannato. La Chiesa cattolica e lo schiavismo. Si tornò in Europa a discutere di abolizione della schiavitù con la scoperta del Nuovo Mondo che entrò a far parte dell’Impero spagnolo. Carlo V nel decreto del 1526, su parere del Consiglio Reale delle Indie, istituito per la protezione degli Indios, proibiva la schiavitù in tutto l’Impero.

La scoperta del Nuovo Mondo aveva infatti posto nuovi problemi teologici alla Chiesa. Si trattava di stabilire quali possibilità di salvezza avesse l’uomo virtuoso rimasto nell’ignoranza della religione. La Chiesa rispose in maniera straordinariamente moderna sostenendo che anche i popoli rimasti fuori della Chiesa potevano partecipare della salvezza grazie all’assistenza diretta dell’Onnipotente. Dipinto rappresentante il domenicano Bartolomé de Las Casas. Nonostante le leggi protettive delle popolazioni d’America continuò lo sfruttamento degli Indios al punto che fin dal 1516 il frate Las Casas per evitarne l’estinzione totale si era fatto promotore del trasferimento in America dei negri dell’Africa e ciò veniva auspicato anche per motivazioni economiche in quanto i negri apparivano assai più idonei a resistere alle fatiche. Si stabilì così che ad ogni colono spagnolo fosse concesso il diritto di importare dodici negri africani con l’obbligo di liberare e rimandare i suoi indiani ai loro villaggi e a quello che rimaneva delle loro terre. Di fronte alla relazione di Bartolomeo De Las Casas, la Spagna fu scossa da un vasto dibattito tra i sostenitori della schiavitù e gli “abolizionisti”.

Secondo Sepùlveda, rifacendosi anche all’autorità di Aristotele, gli Indios non sono uomini ma omuncoli, servi per natura. La loro essenza umana è tale da destinarli inesorabilmente a divenire schiavi. Essi nascono come servi in potenza che diverranno prima o poi schiavi in atto e che proprio   per la loro condizione naturale, sono tenuti all’obbedienza, in quanto il perfetto deve dominare sull’imperfetto. Ma data la buona volontà del governo spagnolo per un umano trattamento degli Indios cosa nella pratica lo impediva? Lo stesso argomento in dettaglio: Abolizione della tratta degli schiavi. Non a caso l’abolizionismo, come movimento politico comincia a tradursi in concreti atti di legge a cominciare dal 1700 contemporaneamente alla diffusione delle idee illuministiche di libertà e uguaglianza di tutti gli uomini.

In Francia, la voce “Tratta dei negri” dell’Encyclopédie redatto da Louis de Jaucourt nel 1776 condanna la schiavitù e il commercio degli schiavi che viola la religione, la morale, le leggi naturali, e tutti i diritti naturali dell’uomo. In questo modo la Convenzione si proponeva di conseguire due risultati: sedare la rivolta degli schiavi in San Domingo e contrastare le minacce che venivano dai sostenitori della monarchia e una possibile invasione inglese. E in realtà il decreto abolizionista non fu applicato in tutte le colonie francesi. La necessità di dare ai francesi una costituzione di tipo liberale e un clima di pacificazione spinse Napoleone, dopo il ritorno in Francia dall’isola d’Elba, a decretare l’abolizione immediata della schiavitù che nel 1802 aveva causato una vera guerra d’indipendenza a San Domingo con protagonista il celebre Toussaint Louverture. Fin dal 1772 il giudice britannico Granville Sharp stabilisce il criterio che qualunque schiavo fuggito dalle colonie riesca a calcare il suolo inglese diverrà automaticamente un uomo libero.

1770: Le società quacchere della Nuova Inghilterra proibiscono ogni pratica schiavistica. 1774: il Rhode Island abolisce la schiavitù. 1777: la schiavitù è abolita nel Vermont. Costituzione degli Stati Uniti entra in vigore e legittima lo schiavismo in un gran numero di stati in particolar modo del Sud.

1807: Gli Stati Uniti vietano l’importazione di schiavi. 1820: la Female Anti-slavery Society statunitense denuncia lo schiavismo come pratica immorale. 1822: per iniziativa di filantropi statunitensi viene fondata in Africa una colonia di schiavi liberati chiamata Liberia che nel 1847 diviene uno dei primi stati africani indipendenti. 1845: il governo federale degli Stati Uniti concede al Texas, entrato nella Confederazione di mantenere la sua legislazione schiavista: ne nasce un contrasto con gli Stati abolizionisti. 1852: viene pubblicato il romanzo di Harriet Beecher Stowe La capanna dello zio Tom che vende un milione e mezzo di copie, cifra notevolissima per l’epoca.