Una terra e due popoli PDF

Con l’espressione Nativi americani si intende indicare le popolazioni che abitavano il continente americano prima della colonizzazione europea e i loro odierni discendenti. Nativi americani ma non è univoco ed è stato spesso oggetto di discussione. Secondo l’ipotesi scientifica più accreditata, una terra e due popoli PDF anni fa l’uomo sarebbe migrato dall’Asia verso l’America attraverso la Beringia, una lingua di terra che all’epoca univa i due continenti.


Författare: Martin Buber.

L’opera contiene scritti, lettere e interventi a carattere prevalentemente ma non esclusivamente politicodi Martin Buber, che vanno dal 1918 agli anni Sessanta. Si tratta di lettere ad amici e persone attive nelmondo sionista tedesco, di relazioni e interventi svolti dal filosofo in occasione di congressi del movimentosionista, di scritti contenenti riflessioni di carattere politico ma spesso interessanti anche comelungimiranti analisi sui problemi dei rapporti tra nazioni, popoli e culture diverse. Dalla ricchezza delleargomentazioni è possibile trarre un quadro articolato e veritiero del mondo culturale sionista ed ebraicoin rapporto anche all’evoluzione della situazione politica in Palestina durante il ventesimo secolo.Emerge, inoltre, ma da un punto di vista nuovo rispetto alle opere già conosciute di Buber, tutta l’originalitàe la profondità di un grande pensatore del nostro tempo. Il testo originale tedesco, tradotto finorasoltanto in inglese nell’edizione curata da Paul Mendes-Flohr, viene tradotto per la prima volta in italiano.La sua novità consiste nel mostrare aspetti personali che non emergono negli scritti di carattereesclusivamente filosofico e nel documentare un confronto, a volte polemico (come nel caso delle letterea Gandhi) a volte solidale ma sempre fecondo, condotto dal pensatore con altre importanti figure delmondo intellettuale e politico ebraico.

Questi uomini si sarebbero poi spostati più a sud fino ad abitare tutto il continente e diversificandosi in migliaia di etnie e tribù differenti. America Latina dove, insieme ai mestizo, costituiscono la maggioranza della popolazione. Negli Stati Uniti d’America e in Canada i nativi americani, invece, costituiscono ormai soltanto un’esigua minoranza. Ancora oggi nei paesi dell’America si parlano almeno un migliaio di lingue indigene diverse. I nativi americani presentano caratteristiche somatiche affini alle popolazioni asiatiche: occhi allungati, zigomi sporgenti, con in più la quasi assenza di barba e capelli perlopiù scuri e lisci. Queste caratteristiche portarono gli antropologi a ipotizzare la loro origine da antichi asiatici che attraversarono lo stretto di Bering nella preistoria, ipotesi confermata da successivi studi linguistici e soprattutto genetici.

L’etnonimo “indiani d’America” ha origine nel XV secolo, durante le prime fasi dell’esplorazione europea del continente americano. Quella degli “Indiani” è perciò una categoria etnica e culturale creata dagli europei. L’espressione “pellerossa”, utilizzata negli Stati Uniti e nei paesi occidentali, talvolta in senso dispregiativo, per indicare i popoli indigeni nordamericani, non è considerata “politicamente corretta” perché fa riferimento al colore della pelle dei Nativi americani. Per quanto il termine “indiani d’America” sia considerato politicamente scorretto, alcuni nativi preferiscono identificarsi come tali.

Anch’io preferisco il termine “indiano d’America”. Chiunque sia nato nell’emisfero occidentale è un Nativo americano. Lo stesso argomento in dettaglio: Popolamento delle Americhe. Questa mappa mostra la distribuzione dei differenti popoli indigeni delle Americhe tra il 1300 e il 1535 d. Tutti gli scheletri umani ritrovati in America sono attribuibili a esseri umani biologicamente moderni.

Si può supporre che le Americhe non furono popolate da esseri umani finché questi non furono in grado di sviluppare la tecnologia necessaria che consentisse loro di sopravvivere ed esplorare la tundra del nord-est dell’Asia. Le ricerche di Luigi Luca Cavalli-Sforza e dei suoi collaboratori, sostengono che i primi esseri umani siano arrivati nel continente circa 40 000 anni fa dall’Asia attraverso lo stretto di Bering, via mare. Questa ipotesi è tuttavia altamente dibattuta benché plausibile. Il modello Clovis, individuava invece tre ondate migratorie, avvenute circa 12 000 anni fa, dall’Asia attraverso le terre emerse dello stretto di Bering, la Beringia. Altri flussi migratori si sono succeduti, nel passare dei secoli, da nord verso sud.

Lo stesso argomento in dettaglio: Popoli indigeni del Canada e Nativi americani degli Stati Uniti d’America. Per quanto riguarda la religione, erano molto diffuse le credenze sugli spiriti guardiani e sulla stregoneria. Molti di questi popoli ora sono sedentari e tuttora vivono di caccia e pesca. Pacifico ha fornito un ambiente ideale per gli abitanti, grazie ai fiumi Columbia e Fraser, eccezionalmente ricchi di salmoni.