Venere privata PDF

Sandro Botticelli, databile al 1482-1485 circa. Opera iconica del Rinascimento italiano, spesso assunta come simbolo della stessa Firenze e della sua arte, faceva venere privata PDF anticamente pendant con l’altrettanto celebre Primavera sempre di Botticelli, con cui condivide la provenienza storica, il formato e alcuni riferimenti filosofici. La Nascita di Venere è da sempre considerata l’idea perfetta di bellezza femminile nell’arte, così come il David è considerato il canone di bellezza maschile.


Författare: Giorgio Scerbanenco.

Moneta da 10 centesimi italiana, raffigurante la Venere. La ricostruzione storica delle vicende legate alla Nascita di Venere, ricostruite da Horne nel 1908, ha molte analogie con quella della Primavera. La Nascita di Venere è in genere considerata opera anteriore alla Primavera. Esistono alcune repliche di bottega del soggetto, databili entro la fine del secolo. Nel corso dei secoli questo dipinto è diventato una delle icone della cultura italiana universalmente conosciute.

Venere avanza leggera fluttuando su una conchiglia lungo la superficie del mare increspata dalle onde, in tutta la sua grazia e ineguagliabile bellezza, nuda e distante come una splendida statua antica. Questa voce o sezione sull’argomento dipinti non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. L’opera nasconde un’allegoria neoplatonica basata sul concetto di amore come energia vivificatrice, come forza motrice della natura. Sicuramente la nudità della dea non rappresentava per i contemporanei una pagana esaltazione della bellezza femminile, ma piuttosto il concetto di Humanitas, intesa come bellezza spirituale che rappresenta la purezza, la semplicità e la nobiltà dell’anima. Non a caso è stato fatto un parallelismo tra Venere e l’anima cristiana, che nasce dalle acque del battesimo.

Questo era del resto uno dei concetti fondamentali dell’umanesimo neoplatonico, che ritorna sotto diversi aspetti anche negli altri dipinti a soggetto mitologico realizzati dal Botticelli all’incirca nello stesso periodo. Anche Giulio Carlo Argan evidenzia, tra i significati impliciti del dipinto, la corrispondenza fra il mito della nascita di Venere dall’acqua marina e l’idea cristiana della nascita dell’anima dall’acqua del battesimo. La nudità di Venere significa semplicità, bellezza, purezza: è un bello spirituale. Botticelli usò per quest’opera il supporto della tela, estremamente insolito nella Firenze del Quattrocento. Due teli di lino vennero cuciti tra loro e in seguito venne aggiunta un’imprimitura a base di gesso tinto con un po’ di blu, in modo da dare il particolare tono azzurrato a tutto il dipinto.

La pittura usa la tecnica della tempera magra, cioè dei colori sciolti in colle animali e vegetali come leganti, che diede una straordinaria luminosità avvicinandosi alla resa dell’affresco. Abbondante è l’uso dell’oro per le lumeggiature, steso essenzialmente con due tecniche: a “pennello”, come nei capelli di Venere, e a “missione”, cioè con l’aggiunta di mordente, sui tronchi e sulle foglie. Sacrificare anatomia in cambio di bellezza ed armonia sarà, infatti, un concetto basilare dell’Umanesimo. La composizione è estremamente bilanciata e simmetrica: il soffio vitale offerto dai due venti e la ninfa sono i due lati ideali di un triangolo al vertice del quale si pone Venere che diviene quindi l’elemento mediano dell’intera scena.

Botticelli, seguendo probabilmente le istruzioni del De pictura di Leon Battista Alberti, limitò il numero delle figure e rese autonomi tutti gli elementi della composizione, quasi come semplicemente giustapposti. In ogni caso l’attenzione al disegno non si risolve mai in effetti puramente decorativi, ma mantiene un riguardo verso la volumetria e la resa veritiera dei vari materiali, soprattutto nelle leggerissime vesti. Il colore chiaro e nitido, derivato dalla particolare tecnica, intride di luce le figure, facendone risaltare la purezza penetrante della bellezza. La forte plasticità dei singoli corpi bilancia gli appiattimenti dello sfondo e dei giochi lineari, generando anche un’originale rappresentazione del movimento: a ben guardare esso nasce infatti dalle linee, mentre le figure sembrano magicamente ferme e sospese. L’apparente distacco dalla sfera dei sensi unito a un’intesa emozione intellettuale sta alla base di alcune delle ragioni del fascino dell’opera.

URL consultato il 15 ottobre 2016. Curiosità 2 Archiviato il 25 aprile 2011 in Internet Archive. Storia dell’arte italiana, Sansoni, Firenze, 1978, vol. Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell’arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999.