Verso la foce del Serchio. C’è un posto che uno sente suo PDF

Le pratiche descritte non sono accettate dalla medicina, verso la foce del Serchio. C’è un posto che uno sente suo PDF sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute.


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Verso la foce del Serchio. C’è un posto che uno sente suo” è una raccolta di scritti sul territorio della Valdiserchio. È la raccolta di interventi scritti da persone che hanno provato, insieme, a mappare con entusiasmo il territorio che abitano. I contributi restituiscono una geografia delle emozioni che scaturisce dal paesaggio del luogo d’origine o di quello in cui sono “piovuti” o dal quale si sono allontanati o sono ritornati.

Le informazioni hanno solo fine illustrativo. D’altra parte mescolati a elementi cristiani ci sono altri elementi che cristiani non sono: ad esempio la maggior parte dei segnatori sostiene che la guarigione, oltre che alla fede in Dio, è dovuta anche alla fede nelle segnature. Natale, in casa oppure in chiesa durante la messa di mezzanotte, ma in altri casi può avvenire in un giorno qualunque, verbalmente o scrivendo le formule su un foglietto che poi viene bruciato. I segnatori in genere preferiscono tramandare la pratica a familiari o conoscenti, comunque a persone di cui si fidano e che reputano serie. Il fuoco di Sant’Antonio è il nome popolare dell’Herpes zoster, localmente noto anche come foco sagro, disagro o foco salvatico. Le verruche, volgarmente dette porri, vengono distinti dai segnatori in maschi e femmine e il segnatore può guarire solo quelli del suo stesso sesso.

Il paziente non deve guardare i porri dopo la segnatura, per questo è più facile che guariscano gli animali degli esseri umani. In alternativa esistono dei metodi diversi che generalmente non prevedono l’uso di formule ma sono quasi tutti accomunati dal contatto tra le verruche e degli oggetti che poi devono essere nascosti o abbandonati. La maglia o macchia o ulcera dell’occhio sembra essere un leucoma causato da cheratite o da sindrome di Posner-Schlossmann o da un semplice corpo estraneo. Per mal di denti, mal di pancia e dolori in genere si usa il trattamento più comunemente usato anche per altre malattie, cioè segni di croce tracciati con medaglie d’argento o anello matrimoniale. In caso di mal di stomaco, segnatore e paziente devono stendere in aria un grembiule o una cintura che per tre volte viene misurata con l’avambraccio dal segnatore e poi stretta attorno alla vita del segnato.

La formula usata per la dermatite seborroica è molto simile a una di quelle a carattere “profano” usate per il fuoco di Sant’Antonio, mentre in quella usata per la parassitosi si enumerano i giorni della Settimana Santa fino a Pasqua. Un caso particolare è la segnatura dell’ernia, attestata nel 1930 e oggi probabilmente scomparsa. In questo caso si spaccava in quattro una pianta giovane di noce nel senso della lunghezza e attraverso di essa ci si faceva passare il paziente in giorni e ore precise, con formule e segni specifici. Lo stesso argomento in dettaglio: malocchio. Garfagnana, tanto che era nota anche fra la gente comune.

Il malocchio può essere trasmesso direttamente dal maldocchiatore alla vittima, oppure indirettamente attraverso oggetti, generalmente indumenti, ma anche soprammobili o il pane. Si ritiene che il maldocchiatore possa essere: una persona gelosa, una persona invidiosa, una persona innamorata ma respinta, una persona cattiva, una persona con la vista “più forte” o con la vista “potente” o ancora con l’occhio “cattivo” o “porcino”, una donna rimasta incinta per lussuria. Il maldocchiatore non è tale fin dalla nascita, ma acquisirebbe le sue facoltà col passare del tempo, generalmente a causa del diavolo o di altri esseri malvagi non ben specificati, ma anche voltandosi a guardare l’altare mentre esce dalla chiesa. Le vittime del malocchio tra gli esseri umani sono soprattutto i bambini, raramente gli adulti, mentre tra gli animali domestici sono soprattutto mucche e pecore ad essere colpite. Una volta verificata la presenza del malocchio, si passa al trattamento, il cui metodo più comunemente usato dai segnatori consiste nel tracciare per tre volte col mignolo destro una croce sull’acqua contenuta nel piatto usato per verificare se c’è il malocchio, e pronunciare per tre volte una breve formula di benedizione, gettando poi il contenuto nel fuoco. Ci sono metodi per costringere il maldocchiatore stesso a intervenire per togliere il malocchio.