Verso le radici dell’anima PDF

E io verso le radici dell’anima PDF sodisfeci al suo dimando. Ed egli mi disse: “Voltati: che fai?


Författare: Antonella Lumini.

Una donna di oggi che ricerca la verità, in mezzo al mondo come tutti, nel qualeil molteplice frastuono rende quasi impossibile quella attenzione che è la primacondizione per uscire dall’inautentico e muoversi verso “il paese del reale”.

E io risposi alla sua domanda. Guido aveva sposato la figlia Bice del capo ghibellino. Sembra non esserci neppure una vera legge del contrappasso. Le anime non fanno nulla di particolare. Commedia vengono usate per ottenere qualcosa cui si tiene in modo particolare e che non si potrebbe ottenere diversamente. E qui bisogna che apriamo una parentesi. Farinata degli Uberti, che era morto un anno prima della nascita di Dante e che pertanto non poteva essere stato, come invece Filippo Argenti, un suo nemico personale.

Firenze e Dante sapeva bene di non poterlo mettere all’inferno solo per questo. Dante, che ama fare la parte dell’idealista, abbia messo Farinata all’inferno per un semplice reato di opinione o per l’ipocrisia di una doppiezza che lui considerava insostenibile. Canto non si parla affatto di questioni filosofiche o religiose ma solo di questioni storico-politiche e, parlando di queste, Dante vi introduce degli aspetti che non c’entrano niente neppure con la politica, ma piuttosto con la morale umana. In altre parole la colpa d’essere ateo si rifletteva sul suo modo umano d’interagire con le persone. Chiusa la parentesi, passiamo ad esaminare il testo. Lo supplica quindi di fermarsi a parlare un po’ con lui. La sua voce esce improvvisamente da un tumulo, senza le preoccupazioni pedagogiche di chi non vuole turbare in alcuna maniera il proprio interlocutore.

Farinata non era un uomo dalle mezze misure ma un orgoglioso, uno che, pur uscendo dal basso, come in questo caso, guardava solo dall’alto. E poi che il luogo cimiteriale ed evidentemente molto silenzioso, aveva un che di tenebroso e di inquietante. Da quella tomba era emersa, fino alla cintola, la personificazione del razzismo. Farinata sentiva il bisogno di parlare con un fiorentino dall’eloquio “onesto”, che importanza aveva conoscere le origini di lui, la sua provenienza sociale? Non era forse questo un modo di umiliarlo?

Se Dante avesse avuto origini meschine o incerte, che avrebbe fatto Farinata? D’altra parte se Dante non avesse esagerato in questa descrizione, che motivo avrebbe avuto di condannarlo in quel cerchio? Qui anzi deve stare attento a come si muove. Cavalcante de’ Cavalcanti, si limita a mostrare la testa, il che fa supporre a Dante ch’egli si fosse messo in ginocchio. Farinata era in piedi, l’altezza del loculo doveva essere pari a quella delle sue gambe. Non senza astuzia, peraltro, egli evita a Farinata di replicare subito sulla questione del rimpatrio, introducendo improvvisamente una figura, la cui presenza in quel cerchio resta poco comprensibile, almeno dalla lettura dei versi.

Montaperti, la distruzione di tutti i suoi beni. Se l’uno meritava l’inferno per la sua alterigia, l’altro per che cosa lo meritava? Che senso ha far dire delle cose a un uomo che in fondo appare politicamente pentito e poi farlo stare all’inferno per un motivo d’opinione? A chi si rivolgeva Dante quando scriveva queste cose? Dante era interessato a conoscere una cosa del genere?

Federico II di Svevia e persino esponenti ecclesiastici come l’ambizioso cardinale Ottaviano degli Ubaldini, appartenente ad una illustre famiglia ghibellina, ma nemico di Federico II e di Manfredi. Dunque che cos’era l’ateismo per l’Alighieri? Una semplice concezione della vita o un indizio di superbia? Quanto ha pesato in lui il condizionamento della Scolastica? Davvero solo i credenti possono essere idealisti?