Zona di guerra PDF

Flag of the Order of St. Flag of the Prince-Zona di guerra PDF of Montenegro. Lega Santa e, tra l’altro, la cessione della Morea ai Veneziani.


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Piero Calamandrei, giovane uomo: abituati a rapportarci a lui come a un padre della patria, è una scoperta trovarloqui ragazzo innamorato, militare controvoglia, interessato alle fotografie più che alle armi, pieno di rimpianti per unacarriera interrotta e spaesato di fronte a un evento impadroneggiabile come la Grande Guerra. L’esperienza bellicaè per il giovane Calamandrei un tornante decisivo, un momento di scoperta di sé e delle proprie vocazioni.Ufficiale dell’esercito al fronte, Calamandrei sperimenta l’arte del comando all’interno di un organismo complesso e in rapidatrasformazione; impara a conoscere gli uomini, il loro animo, gli ambientida cui provengono; si scopre brillante avvocato nei tribunali militarie capace organizzatore culturale nei servizi di propaganda;fa il suo apprendistato come oratore, prima mitografo delle ragionidella guerra e poi organizzatore della sua memoria; comincia a costruirela sintassi della sua prosa civile, a definire un repertorio di temie di immagini, uno stile e un timbro inconfondibili, che riaffiorerannoe si affermeranno dopo un lungo inabissamento, dopo il periodo cupodel Ventennio e sotto la pressione vitale della guerra di Resistenza.Svelando il repertorio di scena e retroscena di Piero Calamandrei eindagando sotto una nuova luce il processo generativo di quella “religionecivile” della patria che è il suo lascito più cospicuo, queste pagine siavvicinano all’uomo scansando l’ombra del monumento che è diventa

Nel 1683 scoppiò la guerra tra l’Austria e l’Impero Ottomano e in quel frangente i turchi giunsero ad assediare Vienna. Mentre in Dalmazia il provveditore Antonio Zeno batteva tutta la costa, gli alleati Morlacchi penetrarono in Bosnia e Albania. La flotta Turca operò alcune azioni di disturbo, senza però affrontare apertamente quella veneziana. La Serenissima, dal canto suo, reclutava nuove truppe in Italia e Germania, coprendo le spese di guerra attraverso l’immissione di nuove famiglie nel patriziato veneziano.

Medaglia del 1688 raffigurante Francesco Morosini, appena eletto doge. Immediatamente dopo le truppe di Morosini si accrebbero grazie ai rinforzi giunti dallo Stato Pontificio, dal Granducato di Toscana e dai Cavalieri di Malta. L’armata veneta, forte di circa 12. Palamidi, che dominava la città, ma la guarnigione ottomana di Nauplia – incoraggiata dall’arrivo di 7.

Morea si ritrovò sotto completo controllo veneziano, salvo per il forte di Malvasia a sudest, che sarebbe caduto solo nel 1690. Il Partenone fu gravemente danneggiato durante l’assedio dell’Acropoli. In seguito a queste vittorie che avevano sgomberato il Peloponneso dalle armate turche, Morosini decise di spostare la campagna nella Grecia centrale, ed in particolare contro i baluardi turchi di Tebe e Calcide. Fu così che il 21 settembre 1687 le truppe di Königsmarck, forti di 10. Venezia si scusò dell’accaduto Morosini commentò: “Ma quali scuse? Nonostante la caduta di Atene, la posizione di Morosini risultò insicura in quanto gli ottomani mantennero il controllo dell’Attica grazie alla cavalleria, con ciò limitando la zona sotto controllo veneziano alla sola regione di Atene, ed iniziarono a riunire un’armata a Tebe. Ad indebolire ulteriormente la posizione di Morosini, in dicembre il contingente di Hannover, forte di 1.

Nel luglio del 1688 Morosini, che pochi mesi prima era stato eletto 108º doge di Venezia, effettuò tuttavia uno sbarco a Calcide in Negroponte, stringendo d’assedio la città con 23. 000 uomini tra terra e mare contro la guarnigione ottomana che contava 6. Il 20 ottobre il doge Morosini dovette desistere dall’assedio, che era costato 9. 000 uomini, e ritirarsi dall’Eubea per dirigersi verso Argo. La disfatta del Negroponte si ripercosse negativamente sull’umore dei combattenti e i rimanenti mercenari tedeschi si ritirarono dal conflitto agli inizi di novembre. Morosini tentò inutilmente un nuovo attacco su Malvasia nel 1689, ma la sua salute debilitata lo costrinse a far ritorno a Venezia poco dopo. 1684 e poi di nuovo di marzo e aprile 1685, nessuno di questi ebbe successo.